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Palafitta
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Le mwcapalafitte sono abitazioni utilizzate soprattutto in antichità ma tuttora in uso presso alcune mwcqpopolazioni africane, mwcgasiatiche e mwcwsudamericane.

Queste case sono state utilizzate principalmente come protezione contro le inondazioni, ma servivano anche per tenere lontani i predatori.

Contents

Note

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Storia e descrizione

Nell'mweaEtà del Bronzo le palafitte erano comuni nella regione alpina e nella mweqPianura Padana. Alcuni resti inoltre sono stati trovati nella mwegpalude di Lubiana in mwewSlovenia e presso i laghi mwfaMondsee e mwfqAttersee in mwfgAlta Austria. Nel giugno 2011 le mwfwpalafitte preistoriche di sei Stati alpini sono state designate come mwgapatrimonio mondiale dell'UNESCO. Secondo le testimonianze archeologiche, le palafitte erano una norma di architettura nelle isole Caroline e Micronesia e sono ancora presenti oggi in Oceania. Oggi, le palafitte sono ancora comuni in alcune parti della mwgqcosta dei Mosquito nel nord-est del Nicaragua, nel nord del Brasile, a sud dell'Asia orientale, in Nuova Guinea e in Africa Occidentale. Nelle Alpi, edifici simili, conosciuti come raccard, sono ancora in uso ma vengono utilizzati come semplici granai. In Inghilterra i granai sono appoggiati su delle pietre chiamate staddle stones, elevate rispetto al terreno per evitare che topi e ratti arrivino ai cereali. I granai sulle palafitte sono anche una caratteristica comune in mwgwAfrica occidentale, ad esempio, nelle regioni di mwhalingua Malinke del Mali e Guinea.

La palafitta è costruita su una piattaforma di mwjqlegno strutturale sorretta da mwjgpali sempre in legno infissi specialmente nel fondo o sulla riva di mwjwfiumi, mwkalagune, mwkqpaludi o talvolta anche sul terreno asciutto, che sostiene una o più capanne di mwkgpaglia, mwkwlegno, mwlacanne o altro materiale. Si distingue inoltre per il tipo di realizzazione tra Palafitta "su bonifica" (o semplicemente "Bonifica")cite-ref-1[1], costruita in sponda allo specchio o corso d'acqua su un impalcato appoggiato al terreno con tronchi infissi nel limo per consolidarlo, e vera e propria "Palafitta aerea", arrampicata su impalcature aeree sospese sopra il pelo dell'acqua.

In Italia il primo ritrovamento di una palafitta risale al mwmg1860 ed avvenne a mwmwMercurago, nei pressi di mwnaArona, in mwnqProvincia di Novara, nella zona dove attualmente è presente il mwngParco naturale di Mercurago; assieme ai resti della costruzione, tornò alla luce anche una mwnwpiroga intagliata nel legno. Un altro sito palafitticolo, il cosiddetto mwoaVillaggio delle Macine, considerato finora come il più grande d'Italia,cite-ref-2[2] è stato rinvenuto nel mwpq1984 a mwpgCastel Gandolfo, sulle rive del mwpwlago Albano, nei mwqaCastelli Romani.

In mwqgGermania si trova un museo all'aria aperta che ripropone abitazioni-palafitte dal Neolitico all'Età del Bronzo, ricostruite fra il 1922 e il 1941, sulle rive del mwqwLago di Costanza, nel comune di mwraUhldingen-Mühlhofen.

Materiali impiegati

I materiali utilizzati per la costruzione di queste abitazioni furono principalmente: il legno, la paglia (per le capanne) o le canne da bambù. Le palafitte ebbero un grande sviluppo e divennero molto diffuse nel Neolitico. Si svilupparono in tutta Europa, in particolare in Italia Settentrionale durante l'età del bronzo. Col passare del tempo subirono delle trasformazioni, ad esempio l'utilizzo di pali più grossi e robusti, l'utilizzo di nuove tecniche di costruzione (più efficaci e durature) e la loro costruzione si spostò dall'acqua alla riva dei laghi. Nonostante i vantaggi di queste abitazioni, si possono riscontrare anche molti lati negativi, come ad esempio il continuo bisogno di cambiare i pali di legno che sostenevano le piattaforme. Questo perché poteva capitare che essi non reggessero più il peso che dovevano sostenere, oppure marcivano a causa dell'acqua. Anche il fondale acquitrinoso recava spesso problemi, poiché i pali non riuscivano ad aderire e a stabilirsi bene al terreno.

I villaggi palafitticoli della zona prealpina

A partire dal VI millennio a.C., alcune popolazioni provenienti dall’Egeo e dal vicino Oriente si stabilirono nella zona prealpinacite-ref-3[3], organizzandosi in villaggi costruiti su impalcature lignee nelle vicinanze delle sponde del mwtqlago di Varese (mwtgIsolino Virginia, mwtwCazzago Brabbia, mwuaBodio Lomnago)cite-ref-4[4] Queste popolazioni erano dedite all’agricoltura e, grazie alle vie di comunicazione fluviali e lacuali, strinsero rapporti commerciali con gli abitanti della Liguria occidentalecite-ref-5[5], del Piemonte meridionale e occidentalecite-ref-6[6], nonché con le isole Eolie, la Sardegna e le alpi Lepontinecite-ref-7[7]. Nel II millennio a.C., tra l’età del Bronzo antico e l’inizio del Bronzo medio (circa 2200 a.C. – 1600 a.C.), si svilupparono nuovi villaggi, in posizione più riparata, anche sulle sponde del mwyqlago di Monate e del mwyglago di Comabbio. I ritrovamenti di forme di fusione all’Isolino Virginiacite-ref-8[8] e di reperti bronzei, in particolare lame di pugnale, asce e spilloni, ritrovati nel lago di Monate, documentano insediamenti dediti ad una produzione metallurgica di serie. Fu forse poi a causa del peggioramento climatico avvenuto all’inizio del XVII sec. a.C., che i villaggi palafitticoli furono progressivamente abbandonati e le popolazioni si trasferirono sulle colline prealpine, anche in concomitanza con le nuove incursioni di gruppi celtici provenienti dalle valli alpinecite-ref-9[9].

La zona di Varese

mwcgVarese è una zona ricca in quanto a siti archeologici palafitticoli; in particolar modo all'mwcwIsolino Virginia, gli scavi iniziati alla fine del XIX sec, portarono alla scoperta di alcuni resti ora collocati al museo di mwdamuseo di Villa Mirabello. Questi resti appartengono a un periodo che va dal mwdqNeolitico all'mwdgEtà del bronzo, e consistono per la maggior parte nelle basi dei pali conficcati nel fondale fangoso del lago, che grazie alla mancanza di ossigeno e al mwdwpH acido si sono conservati fino ai giorni nostri. Poiché le cellule del legno si gonfiano a causa dell'acqua e una volta all'aria aperta si deformano molto velocemente, per conservarli si ricorre ad una soluzione di acqua e zucchero che va a sostituire l'acqua lacustre.

Galleria d'immagini

Note

cite-note-11. Immagine: Palafitta su bonifica o Bonifica. mwzamwzqmwzgCopia archiviata (mwzwmw0aJPG), su mw0qtragol.it. mw0gURL consultato il 27 giugno 2015 mw0w(archiviato dall'mw1aurl originale il 18 maggio 2003).
cite-note-22. mw2amw2qmw2gPiera Lombardi, È riemerso un villaggio preistorico di quattromila anni fa, in Il Corriere della Sera del 19 ottobre 2003, su mw2warchiviostorico.corriere.it. mw3aURL consultato il 24 ottobre 2011 mw3q(archiviato dall'mw3gurl originale il 23 maggio 2010).
cite-note-33. mw4gM.A. Binaghi Leva (a cura di), mw4wI primi villaggi e l’occupazione del territorio, in mw5aLe palafitte del lago di Monate. Ricerche archeologiche e ambientali nell’insediamento preistorico del Sabbione, Gavirate, Nicolini, 2003, p.mw5q 50.
cite-note-44. mw6qD. Banchieri, mw6gPreistoria dei laghi varesini, Pisa, Giardini editori e Stampatori, 1986.
cite-note-55. mw7gmw7wIl neolitico della Liguria e del Piemonte I primi villaggi e l’occupazione del territorio, in mw8aIl Neolitico in Italia. Atti della XXVI Riunione scientifica dell’Istituto di Preistoria e Protostoria, Firenze, Istituto italiano di preistoria e protostoria, 1995, pp.mw8q 203-216.
cite-note-66. mw9qM. Venturino Gambari (a cura di), mw9gNavigatori e contadini: Alba e al valle del Tanaro nella preistoria, Alba, Famija Albèisa, 1995, p.mw9w 107 e ss.
cite-note-77. mw-wM.A. Binaghi Leva (a cura di), mw-aLe palafitte del lago di Monate. Ricerche archeologiche e ambientali nell’insediamento preistorico del Sabbione, Gavirate, Nicolini, 2003, p.mw-q 50.
cite-note-88. mwaqemwaqiMini guida ai Musei 2010 – Civico Archeologico di Villa Mirabello e Civico Preistorico Isolino Virginia, p.mwaqm 6.
cite-note-99. mwaqcM.A. Binaghi Leva (a cura di), mwaqgI primi villaggi e l’occupazione del territorio, in mwaqkLe palafitte del lago di Monate. Ricerche archeologiche e ambientali nell’insediamento preistorico del Sabbione, Gavirate, Nicolini, 2003, p.mwaqo 51.

Voci correlate
Altri progetti

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• Wikizionario
• Wikimedia Commons

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Collegamenti esterni

• citereftreccani-itpalafitta, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citereftreccani-palafitte-enciclopedia-italianaPalafitta, in Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.